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La repressione va avanti in Pakistan dove da tre giorni vige lo stato di emergenza

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La repressione va avanti in Pakistan dove da tre giorni vige lo stato di emergenza

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A Lahore la polizia si è scontrata con gli avvocati che stavano manifestando contro il presidente Musharraf, che oggi si è detto pronto ad abbandonare il suo ruolo di capo delle forze armate per diventare un presidente senza divisa. Si è appreso intanto che negli ultimi giorni 1.500 persone, tra cui avvocati, magistrati, responsabili e militanti di partiti politici sono stati arrestati o posti agli arresti domiciliari.

In giornata la polizia si è recata in forze nella tipografia del più importante gruppo editoriale privato del paese con l’intenzione di sequestrare uno speciale dedicato allo stato d’emergenza. Ma dopo aver verificato che nessun supplemento era in stampa le forze dell’ordine hanno lasciato i locali.

Gli Stati Uniti sono tornati a criticare il loro alleato Musharraf per la decisione di sospendere la costituzione e le garanzie democratica. Ed hanno chiesto il rilascio di tutti i detenuti politici. Una richiesta simile è stata fatta dal segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon. Il governo ha però annunciato che le elezioni si terrano come previsto a metà gennaio.