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Disperate le condizioni della donna aggredita dal giovane rumeno nella periferia di Roma

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Disperate le condizioni della donna aggredita dal giovane rumeno nella periferia di Roma

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Sarà raso al suolo entro due giorni il campo nomadi vicino alla stazione di Tor di Quinto alla periferia di Roma. E’ qui che abitava il rumeno di venti quattro anni, arrestato martedi con l’accusa di omicidio volontario. Nonostante sia tecnicamente in vita, le condizioni cliniche di Giovanna Reggiani, la donna aggredita, sono disperate.

Nel campo la collera di chi resta: “Per colpa di un disgraziato – dice un abitante del campo di Tor di Quinto – dobbiamo lasciare le nostre case. Se lo ha fatto lui, è lui che deve pagare. Perchè dobbiamo pagare tutti?”

L’ultimatum della polizia è arrivato dopo una mattina di controlli nei campi nomadi di Tor di quinto e di via Foce dell’aniene. 78 le baracche perquisite, 17 i romeni finiti in questura. “Rischiamo di dare una rappresentazione sbagliata di come vengono percepiti i romeni in talia – ha detto il premier romeno Popescu – la maggior parte di quelli che vivono li, si fa gli affari propri, lavora duro ed è apprezzato”.

La reazione di Bucarest arriva dopo il via libera del governo italiano al decreto urgente che autorizza le espulsioni di cittadini comunitari responsabili di delitti gravi. Ma Prodi assicura “la gran maggioranza della comunità romena in Italia è composta da persone sensibili e lavoratrici. E’ anche per proteggere loro dai connazionali che si rendono responsabili di atti gravi che bisogna agire con durezza”.

Nicolae Mailat – questo il nome del ragazzo – sarà interrogato domani. Nel d2006 era stato condannato per furto in Romania. Graziato, parti per l’Italia subito dopo.