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Giustizia per l'attentato di Madrid, a più di tre anni dalla strage

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Giustizia per l'attentato di Madrid, a più di tre anni dalla strage

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La mattina dell’11 marzo 2004, dieci bombe esplodono simultaneamente su treni e stazioni della rete ferroviaria di Madrid, facendo una strage. 191 persone rimangono uccise, mentre i feriti sono circa 1.800. L’attentato è il più grave mai realizzato dai terroristi islamici in Europa, e colpisce la capitale spagnola due anni e mezzo esatti dopo l’attacco alle torri gemelle di New York e al pentagono.

Il primo ministro dell’epoca, José Maria Aznar, non esita a incolpare i terroristi baschi dell’Eta, ma il 14 marzo è Al Qaeda a rivendicare l’attentato. Un fatto che è destinato ad avere un impatto sulle elezioni politiche, favorendo i socialisti. Il sette dicembre, le autorità italiane consegnano alla giustizia spagnola Rabei Osman Sayed Ahmed, una delle presunte menti della strage.

L’11 aprile 2006, ventotto persone, di nazionalità spagnola e marocchina, sono rinviate a giudizio. Il processo, che inizia il 15 febbraio scorso, è il più grande mai svoltosi in Europa per terrorismo.