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Tensioni tra i serbi di Bosnia e l'Alto rappresentante nominato dall'Europa

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Tensioni tra i serbi di Bosnia e l'Alto rappresentante nominato dall'Europa

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Migliaia di serbo-bosniaci hanno protestato a Banja Luka, nella Republika Srpska contro le riforme dell’Alto rappresentante della comunità internazionale. Miroslav Lajcak ha proposto la semplificazione dei meccanismi decisionali del governo centrale bosniaco per evitare il veto delle diverse comunità. Riforme che lo oppongono al premier serbo-bosniaco Milorad Dodik.

“Per quanto riguarda me e questa generazione di politici quello che diciamo è: cacciateci se dovete – sfida Dodik -. Ma vi dirò quello che faremo dopo: daremo vita a una rivolta”.

Nel ’95 gli accordi di Dayton, alla fine di tre anni e mezzo di guerra civile, hanno riconosciuto in Bosnia Erzegovina due entità: la Republika Srspka, a maggioranza serba e la Federazione Croato-musulmana. Anche a Pale i serbi hanno chiesto l’annullamento dei poteri di Lajcak che può imporre leggi e destituire funzionari locali che non assicurano il rispetto degli accordi di pace. I serbi vogliono un referendum per l’unificazione dell’entità serba alla Serbia.

“Vogliamo solo che le cose restino così come sono. Quello che è stato stabilito a Dayton deve restare immutato”.

L’Unione Europea ha difeso l’inviato internazionale e considera le riforme necessarie per avviare gli accordi di associazione con la Bosnia.