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Festa della Repubblica in Turchia fra tensioni nazionaliste e venti di guerra

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Festa della Repubblica in Turchia fra tensioni nazionaliste e venti di guerra

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Le celebrazioni per la festa della Repubblica in Turchia giungono quest’anno nel pieno di una nuova ondata nazionalista che sta assumendo contorni violenti. Il premier Recep Tayyip Erdogan ha lanciato un appello all’unità fra turchi e curdi dopo una settimana di manifestazioni degenerate talvolta in episodi come il saccheggio di un negozio, a Bursa, perché proprietà di una famiglia del Sud-Est.

A scatenare la furia nazionalista, gli attacchi ripetuti dei guerriglieri curdi del Pkk, tra cui l’uccisione, la settimana scorsa, di dodici dei soldati schierati sul confine iracheno e la cattura di altri otto. Anche oggi un militare è rimasto ucciso da una mina nella provincia di Tunceli, mentre un centinaio di militanti curdi sarebbero stati circondati dalle forze turche vicino al confine con l’Iraq.

Sarebbero fra 100 e 150 mila i soldati schierati alla frontiera, pronti a lanciare l’offensiva contro i 3-4 mila guerriglieri che si nascondono sulle montagne del Kurdistan iracheno. Altri duemila sarebbero già in Iraq. Il parlamento nei giorni scorsi ha dato il nulla osta a un’operazione al di là della frontiera, ma negoziati sono in corso per scongiurare l’eventualità. Gli Stati Uniti temono una destabilizzazione dell’unica zona pacificata dell’Iraq.

Giovedì sarà ad Ankara il segretario di Stato americano Condoleeza Rice, che parteciperà venerdì e sabato a una riunione dei paesi vicini dell’Iraq a Istanbul. Lunedì prossimo Erdogan incontrerà il presidente George Bush alla Casa Bianca.