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Argentina, Cristina Fernandez punta sul risanamento strutturale

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Argentina, Cristina Fernandez punta sul risanamento strutturale

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Cristina Fernandez Kirchner ha lanciato la sua scommessa. Completare il risanamento strutturale dell’Argentina, mettendola in salvo dalle crisi ricorrenti che ha attraversato negli ultimi trent’anni.

Per riuscirci dovrà innanzitutto far dimenticare il trauma prodotto dal default finanziario del 2001. Una ferita che ha lasciato il segno: i risparmi del ceto medio bruciati in poche ore, la sfiducia nei confronti della classe politica all’apice e la crisi destinata a prolungarsi nell’anno successivo.

E’ in questo contesto che Nestor Kirchner arriva alla Casa Rosada, nel 2003. Eletto per una manciata di voti, rompe con il modello finanziario degli anni ’90 in favore di uno più produttivo, a cui concorre sia il settore pubblico che quello privato.

Sfruttando la ricchezza in risorse naturali dell’Argentina, rimette in piedi l’economia, avviando una fase di crescita prepotente, intorno all’8%, sostenuta dal boom delle esportazioni. E in grado di non temere il rallentamento previsto per il prossimo anno. Il bilancio è lusinghiero anche sul fronte della disoccupazione, dell’aumento dei salari e dei consumi. Ma anche se la povertà è diminuita, molto resta ancora da fare, in particolare per attenuare le forti disuguaglianze.

Resta poi preoccupante la crescita delle spinte inflazionistiche, sotto il 9% secondo i dati del governo. Tra il 15 e il 20 secondo stime indipendenti. Dei dati ufficiali, gli argentini si fidano poco, convinti che la corruzione negli uffici pubblici sia diffusa. Nessuno ha dimenticato gli anni dei risparmi andati in fumo.

Uno spettro che fa paura e di cui l’aumento dei prezzi rappresenta un segnale inquietante per buona parte della popolazione. “E’ tutto carissimo, tutto, dai pomodori al resto. Tutto troppo caro”. “La verità è che non se ne può più, e ogni volta sembra peggio. L’economia è messa male e temo che verranno momenti peggiori”.

Altro punto debole è lo stato delle infrastrutture, che avrebbero bisogno di massicci investimenti, soprattutto nel campo energetico. Cristina Fernandez dovrà dimostrare innanzitutto di saper attirare i capitali stranieri, arrivati finora con il contagocce.