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Ciad, giudicati nel paese i francesi accusati del rapimento di 103 bambini

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Ciad, giudicati nel paese i francesi accusati del rapimento di 103 bambini

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Le autorità di polizia del Ciad hanno prorogato di altre 48 ore lo stato di fermo dei 16 cittadini europei ristretti nel commissariato di Abeché.

Si tratta di nove francesi, operatori dell’associazione l’Arca di Zoè e sette spagnoli, membri dell’equipaggio di un charter che avrebbe dovuto far uscire dal paese un gruppo di 103 bambini, secondo l’associazione orfani del Darfur destinati all’adozione in Francia.

La vicenda, che presenta numerosi punti oscuri, sta assumendo sempre più i contorni di un giallo internazionale. Una delegazione di ambasciatori europei ha potuto visitare i bambini, e lo stesso ha fatto il presidente ciadiano Idriss Deby. Fonti a lui vicine hanno smentito che i piccoli siano sudanesi del Darfur.

“Prenderemo tutte le misure giuridiche e amministrative necessarie per fare luce su questo tentativo di rapire dei bambini ciadiani”, ha detto il capo dello stato.

Anche l’ambasciatore francese in Ciad ha avuto modo di visitare i bambini. Ai giornalisti il diplomatico ha detto che le persone accusate saranno giudicate in Ciad.

I responsabili dell’associazione francese negano tuttavia che dietro tutto ciò ci sia un traffico legato ad adozioni illegali.

Inquietudine infine anche tra le famiglie che speravano di accogliere i bambini. Per ciascuno di loro hanno pagato fino a 3400 dollari.