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Schumacher: "Non mi annoio mai". Il momento più bello? Con la Ferrari nel 2000

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Schumacher: "Non mi annoio mai". Il momento più bello? Con la Ferrari nel 2000

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Michael Schumacher, sette volte campione del mondo di Formula Uno, ha conquistato il premio Principe delle Asturie nella categoria Sport. La Giuria lo ha preferito al tennista spagnolo Rafael Nadal e allo svizzero Roger Federer. Si tratta di un riconoscimento alla formidabile carriera sportiva di Schumacher, ma anche all’impegno dimostrato in campo umanitario, raccogliendo fondi per organizzazioni caritative e donando lui stesso aiuti alle vittime dello tsunami. EuroNews lo ha incontrato a Salisburgo.

EuroNews: Michael Schumacher, congratulazioni per aver vinto il premio Principe delle Asturie 2007 nella categoria sport: un coronamento alla carriera sportiva e all’impegno sociale. Cosa rappresenta per lei questo premio?

Michael Schumacher: Ha detto bene: essere premiato non solo per l’aspetto sportivo, ma anche per l’impegno sociale, è molto importante. Questo premio tanto prestigioso è straordinario per me. E in questo contesto è una gioia. Soprattutto per i bei momenti e il successo che abbiamo avuto assieme a Ferrari. In più ricevo questo premio un anno dopo aver concluso la mia carriera, è un momento molto emozionante.

EuroNews: E’ passato un anno dall’ultima gara, quando aveva detto che ora avrebbe cercato di annoiarsi. E allora, com‘è la noia?

Michael Schumacher: E’ molto interessante. La noia non si è mai imposta. Mi ero detto che la mia agenda sarebbe stata ben vuota e che avrei potuto passare tanto tempo a casa. Invece è successo il contrario. Avevo così tante belle cose da fare, che l’anno è passato molto in fretta. La differenza è che ho la libertà di decidere io stesso cosa voglio fare senza avere la pressione per le scadenze da rispettare. Godere di questa libertà alla mia età è un lusso e mi rallegra pensare agli anni che mi aspettano.

EuroNews: Come pilota di Formula Uno, lei era noto per la sua capacità di concentrarsi sull’essenziale. Ora cos‘è l’essenziale per lei?

Michael Schumacher: Innazitutto, senza dubbio è la famiglia, e poi anche le mie attività e interessi, come il calcio, ora potrò dedicarmici di più. Me ne vado a spasso più sovente con la mia Harley, un altro piacere per il quale ora ho abbastanza tempo. E poi ho il mio lavoro come consigliere della Ferrari per le auto da strada. Sono cose che posso approfondire e che mi danno molte soddisfazioni”.

EuroNews: Lei ha il record dei titoli mondiali, e ha conquistato anche quasi tutti gli altri record della Formula uno. Ora, con il dovuto distacco, cosa pensa della sua carriera?

Michael Schumacher: Non ho mai passato molto tempo, a pensare alla mia carriera o al passato. Ho sempre vissuto il presente e pensato al futuro. E da questo punto di vista non sono cambiato.

EuroNews: Ma forse allora mi può dire: qual è stato il più bel titolo mondiale dei sette che ha vinto?

Michael Schumacher: Allo stesso tempo il più bello e il più importante è stato naturalmente quello del 2000. Dopo 21 anni di astinenza per la Ferrari, 21 anni senza titoli. Dopo diversi tentativi, che per miei errori personali e per altre circostanze non sono andati a buon fine, dopo il ’97 e il ’98, nel 2000 finalmente conquistare il titolo, e poi a Maranello sentire le campane suonare … è stato un momento eccezionale.

EuroNews: Lei è stato portato in trionfo per i suoi successi, ma quando ha fatto un errore o quando gli altri pensavano lei avesse fatto un errore, è stato duramente criticato. Sia dai media che dai suoi colleghi. Come ha affrontato questi momenti?

Michael Schumacher: Nella vita si può facilmente restare bloccati su cose negative oppure avere un atteggiamento negativo.
Ma si possono anche vedere gli aspetti positivi di queste esperienze. Ed è questo che io ho cercato sempre di fare in quei momenti particolari. Il lato positivo è che nessuno mi avrebe mai tanto criticato, se non fossi stato tanto famoso. E’ stato spesso così. Bisogna impegnarsi per sostenere l’invidia degli altri.

EuroNews: Lei ha avuto molti grandi rivali: Jaques Villeneuve, Mika Häkkinen e naturalmente anche Fernando Alonso. C‘è un duello speciale per lei?

Michael Schumacher: Ho spesso menzionato il duello con Mika Häkkinen, perchè l’ho vissuta personalmente come un’esperienza piacevole. Eravamo colleghi che si sono comportati duramente l’uno con l’altro sulla pista. Non c’era nessuna relazione privata, un’amicizia o vacanze assieme: ci siamo semplicemente rispettati. Trovo questo molto piacevole, ci siamo sempre concentrati sull’essenziale e non ci siamo mai dovuti preoccupare di altre lotte di trincea, fuori dalla pista.

EuroNews: Ha in mente qualcun altro in particolare?

Michael Schumacher: Si c‘è stato qualcuno che nei momenti critici ha cercato di rendere le cose anche più difficili o che ha addirittura amplificato la polemica. Non credo abbia senso adesso fare nomi. Ma chi ha un po’ di memoria, capisce di sicuro di chi sto parlando.

EuroNews: Cosa pensa di Lewis Hamilton?

Michael Schumacher: Penso ci sia solo una cosa da dire di Lewis Hamilton. Rappresenta una ricchezza per la Formula Uno, con il fattore Lewis Hamilton la Formula Uno guadagna grandi emozioni. E’ un ragazzo, un giovanotto che arriva come debuttante e li stende tutti… Di Lewis Hamilton si può solo parlare bene. E’ una persona molto gradevole, che porta una ventata di aria fresca, perchè è un volto nuovo. E poi in più ha l’esperienza che si è fatto negli anni con il GoKart e nelle serie minori, non è da sottovalutare. Soprattutto non bisogna sottovalutare quello che è riuscito a fare quest’anno.