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La Turchia si prepara a "sradicare" il Pkk. La comunità internazionale spera nella diplomazia

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La Turchia si prepara a "sradicare" il Pkk. La comunità internazionale spera nella diplomazia

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L’esercito turco mostra i muscoli, guardando alla frontiera col nord-Iraq. E i governanti di Ankara non fanno sfoggio di diplomazia, minacciano anzi costantemente la grande offensiva oltre confine contro i curdi. Questa mattina il presidente Gul ha parlato di “pazienza al limite” e di “volontà di sradicare il Pkk”. Un messaggio per la comunità internazionale, in primis per gli Stati Uniti, che si oppongono all’attacco.

E da Bucarest è tagliente il premier Erdogan. “La richiesta del segretario di Stato Condoleezza Rice è singolare”, ha affermato. “Lei puo’ anche sperare che la Turchia non organizzi operazioni fuori dai suoi confini. Ma la decisione spetta a noi. Si potrebbe anche dire: cosa fanno gli Stati Uniti in Iraq, a dieci mila chilometri da casa loro?”

Anche l’Alto Rappresentante per la Sicurezza dell’Unione Europea, Javier Solana, ha chiesto ad Ankara di abbassare le armi. Nei giorni scorsi si sono svolte comunque operazioni militari nel Kurdistan iracheno, ma si è trattato di incursioni mirate. Il governo turco è sotto pressione da parte dell’opinione pubblica interna, che in buona parte chiede l’attacco, esasperata dagli attentati e dai sequesti subiti dai propri soldati: come quello documentato da un recente video diffuso dai curdi, che mostra alcuni militari rapiti al confine.