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Turchia, continuano le operazioni contro i ribelli curdi sul confine iracheno

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Turchia, continuano le operazioni contro i ribelli curdi sul confine iracheno

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Continuano le operazioni militari contro i ribelli curdi nel sud est della Turchia, mentre da Ankara arriva la conferma che nei giorni scorsi aviazione e truppe di terra hanno attaccato le basi del PKK in territorio iracheno. Si tratta per il momento di incursioni isolate. Ma è un segnale che un’offensiva su larga scala potrebbe essere imminente.

L’ipotesi è stata nuovamente discussa dal Consiglio per la sicurezza nazionale, presieduto dal capo dello stato Abdullah Gul, alla presenza del premier Erdogan e dei vertici delle forze armate.

Fonti militari hanno indicato che tra domenica e martedì i caccia si sono spinti fino a venti chilometri oltre il confine iracheno, nella zona indicata in rosso sulla carta. Trentaquattro i ribelli curdi uccisi, secondo Ankara. Ma secondo il PKK gli ultimi scontri diretti risalgono a domenica.

Nelle basi del Kurdistan iracheno, i ribelli del PKK sarebbero circa tremila. Per scongiurare un attacco delle truppe turche, schierate lungo il confine, il governo di Baghdad ha promesso di intervenire in proprio. Ma in pochi credono che abbia la forza di mantenere fede ai suoi impegni.

Lo spazio per la diplomazia sembra sempre più limitato. Tanto più che il PKK continua a provocare Ankara, diffondendo le immagini di otto soldati turchi, sequestrati domenica in un’imboscata.