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Pericolo di morte: i deputati libanesi anti-siriani resteranno nascosti fino all'elezione del capo dello Stato

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Pericolo di morte: i deputati libanesi anti-siriani resteranno nascosti fino all'elezione del capo dello Stato

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In Libano c‘è chi l’elezione del nuovo presidente della Repubblica l’attende con più impazienza degli altri. Sono i deputati della maggioranza anti-siriana che da oltre un mese vivono rinchiusi in un hotel di Beirut per paura di essere uccisi. Basterebbe assassinarne quattro per impedire l’elezione del capo dello Stato di loro preferenza.

“Le donne delle pulizie hanno lasciato le tende aperte ma bisogna che siano sempre chiuse”, dice uno dei parlamentari.

Oltre alle precauzioni per timore dei cecchini, ci sono quelle contro gli avvelenamenti, senza contare le perquisizioni all’ingresso per evitare attentati.

“E’ la prima volta che si elimina una maggioranza in questa maniera – dice un altro deputato, Samir Frangié -. C‘è una mano assassina, fredda, che se ne frega di chi siano le persone che uccide. E’ il numero che gli interessa. Ma anche dall’altra parte c‘è una fredda determinazione: ci diciamo cerchiamo di resistere fino a quel momento”.

Per via di disaccordi in parlamento, l’altroieri, il voto è stato rinviato al 12 novembre. Fino ad allora nessuno uscirà dall’albergo o da casa. Dal 2005 già sei deputati anti-siriani sono stati uccisi.