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La mafia all'assalto dell'economia. Le attività del crimine organizzato occupano il 7% del Pil italiano

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La mafia all'assalto dell'economia. Le attività del crimine organizzato occupano il 7% del Pil italiano

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La mafia come spa. Fa discutere il rapporto divulgato da Confesercenti, dal titolo “Sos impresa”, che denuncia come la malavita sia l’azienda piu’ potente in Italia, con un fatturato di 90 milardi l’anno, ovvero il 7% del Pil. La pericolosa tendenza è la capacità di penetrazione nel tessuto economico sano: il rapporto parla di “collusione partecipata” delle imprese.

Una conferenza stampa delle forze di polizia ha poi divulgato la notizia di un’importante operazione ai danni di 19 membri di un clan italo-canadese, un consorzio tra le famiglie Caruana, Cuntrera e Rizzuto. Preparavano, appunto, il riciclaggio di 600 milioni di euro, ricavati dal traffico di armi e droga.

Se l’inquinamento dell’economia sana avviene soprattutto mediante il ricilaggio di denaro, il raket non perde incidenza nel tessuto imprenditoriale, in particolare ai danni della piccola e media impresa. Ma c‘è qualcuno che pure si ribella: è il caso dell’imprenditore siciliano Andrea Vecchio, che ha detto no al “pizzo”, pagando duramente le conseguenze.