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E' cominciata come un dialogo tra sordi la nuova tornata di colloqui sul Kosovo.

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E' cominciata come un dialogo tra sordi la nuova tornata di colloqui sul Kosovo.

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Le parti sono riunite a Vienna per arrivare a una soluzione sul futuro della provincia serba a maggioranza albanese. Inamovibili sulle proprie posizioni. Vogliamo l’indipendenza e una sedia all’Onu, dice il negoziatore kossovaro albanese, Skender Hyseni. Puntiamo a conservare la sovranità e a mantenere l’integralità territoriale – è la posizione del ministro degli esteri serbo, Vuc Jeremic. Alla riunione partecipano i rappresentanti della ‘Troika’ sul Kosovo – composta da Unione Europea, Stati Uniti e Russia. Per il 10 dicembre, la Troika dovrà preparare una relazione sull’andamento del negoziato per il segretario generale dell’Onu. Pristina, che lotta per ‘indipendenza, ha già annunciato di voler dichiarare l’indipendenza del Kosovo subito dopo il 10 dicembre, nel caso non si arrivasse a un accordo. Belgrado invece si oppone all’indipendenza ed è disposta a offrire al Kosovo solo un’ampia autonomia.

In questo clima la Nato ha messo a tacere voci che ventilavano una la trasferta di truppe americane dal Kosovo all’Afghanistan. La Nato considera che il livello delle forze della Kfor in Kosovo dal 1999 sia appropriato e che non è questo il momento per ridurlo.