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I punti principali del Trattato

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I punti principali del Trattato

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Il nuovo trattato europeo è stato riscritto di modo che non somigliasse più a una Costituzione, ma fosse in grado di emendare i precedenti trattati.

Nel testo scompaiono i simboli: inno, bandiera e moneta. Sparisce anche la Carta dei diritti fondamentali, alla quale si fa comunque riferimento per darle valore vincolante.

Un alto rappresentante coordinerà la Politica estera e di sicurezza. La sua sede sarà alla Commissione, di cui sarà vicepresidente, disporrà di risorse umane e di un budget . Avrà diverse prerogative, tra cui quella di fare proposte in materia di sicurezza e affari esteri, e disporrà di una squadra d’azione estera, composta da funzionari della Commissione e dei singoli Stati membri.

Il voto a maggioranza qualificata diventerà la regola, anche se le disposizioni del Trattato di Nizza rimarranno valide fino al 2017.
Dopo questa data, la maggioranza qualificata sarà rappresentata dal 55% degli Stati membri (almeno 15) che riuniscono almeno il 65% della popolazione dell’Unione.

Per i settori in cui si conserverà il voto all’unanimità, il Consiglio europeo potrà decidere che si applichi la maggioranza qualificata.

Il numero dei seggi nell’Europarlamento da 784 è portato a 750. Un extra seggio è stato recuperato non contando più la presidenza del parlamento. Il seggio è stato dato all’Italia, che adesso conta 73 eurodeputati come la Gran Bretagna.

Il trattato prevede un presidente del Consiglio europeo eletto con un mandato di due anni e mezzo, rinnovabile una sola volta. Il presidente guiderà e animerà i lavori dei summit e assumerà la rappresentanza esterna dell’Unione.

Il trattato sarà adottato solo dopo la ratifica da parte dei 27, che avverrà per via parlamentare o referendaria.