ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Lo sviluppo portoghese dopo l'adesione all'Ue

Lettura in corso:

Lo sviluppo portoghese dopo l'adesione all'Ue

Dimensioni di testo Aa Aa

Il mattone e il cemento sono il simbolo dell’integrazione del Portogallo all’Unione europea.

Le infrastrutture stradali sono triplicate dal 1986, anno dell’adesione. Un fatto non irrilevante in un Paese dove il trasporto di merci si fa quasi esclusivamente su strada.

Il boom edilizio ha messo in moto un’economia rimasta stagnante per quasi mezzo secolo sotto la dittatura.

Ma nel quotidiano i portoghesi parlano d’Europa si rendono conto dell’importanza dell’Unione?

Margarida Marques, responsabile della Commissione europea a Lisbona

“Vorrei ricordare che al momento dell’adesione avevamo 120 chilometri di autostrada, oggi ne contiamo più di 2000. Percorrendoli, gli automobilisti intravedono i cartelli con le 12 stelle e capiscono che c‘è una relazione con l’Unione. Possiamo dire che è stato un percorso positivo per il Portogallo. Resta ancora molto da fare: soprattutto nel campo educativo e per la formazione professionale”.

Il tasso dell’abbandono scolastico resta ancora molto alto, solo il 56% dei giovani d’età compresa tra i 16 e i 24 anni terminano la scuola secondaria.

I portoghesi, sia i giovanissimi, sia i meno giovani, si sentono comunque profondamente europei e non perdono il buon uomore.