ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

La Polonia: l'unica vera incognita del summit

Lettura in corso:

La Polonia: l'unica vera incognita del summit

Dimensioni di testo Aa Aa

A mitigare l’aria di sereno ottimismo l’ostinazione della Polonia dei fratelli Kazcynski, che chiede l’inserimento nel trattato della clausola di Ioannina.

La clausola tutela gli Stati membri messi in minoranza, consentendo di congelare momentaneamente una decisione.

Ma un accordo sembra vicino e all’inizio della settimana il ministro degli esteri polacco, Anna Fotyga si era detta ottimista.

Nessun ostacolo dovrebbe arrivare d’oltremanica, dove il premier Gordon Brown si è visto riconosciute le deroghe negoziate dal suo predecessore a giugno.

In base a queste Londra deciderà autonomamente in materia di cooperazione giudiziaria e penale, e la carta dei diritti fondamentali non sarà vincolante.

Inaspettatamente anche l’Italia ha manifestato un certo malumore.

La ripartizione dei seggi all’europarlamento penalizza la delegazioni italiana, ridotta a 72 deputati, contro i 73 e 74 di Francia e Gran Bretagna.

Uno sgarbo che Roma non ha digerito.

Il presidente del Consiglio Romano Prodi, confermando la piena contrarietà di Palazzo Chigi, ha comunque annunciato che l’Italia non bloccherà il summit, né l’approvazione del trattato.