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L'esercito turco comincia a schierarsi al confine nel Kurdistan iracheno

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L'esercito turco comincia a schierarsi al confine nel Kurdistan iracheno

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Truppe dell’esercito turco, sostenute da unità meccanizzate e di artiglieria, si stanno schierando nel nord dell’Iraq. Un territorio che i militari di Ankara conoscono bene, per le incursioni oltre frontiera condotte nel 1992. Da allora l’esercito turco controlla quattro piccole basi vicino a Zakho.

Gli abitanti della zona di confine, che ricade sotto l’influenza del leader kurdo Massoud Barzani, temono che, come quindici anni fa, ritorni la violenza. “Spero che il parlamento turco non autorizzi l’esercito a penetrare nel Kurdistan. I kurdi hanno sofferto molto. speriamo che tragedie cosi non debbano ripetersi”.

Il clima di attesa per una probabile azione militare crea però anche problemi economici. Colpiti soprattutto gli autotrasportatori che da sempre fanno la spola contrabbandando petrolio e benzina, ma anche gli autisti dei taxi, per tanti il solo mezzo per superare la frontiera. “Questa decisione mi colpisce, dato che questo valico potrebbe essere presto chiuso. Il reddito di tutta la regione è qui, a questo valico”, spiega un tassista.

Sebbene vista con favore dagli ambienti politici e militari turchi, l’iniziativa del governo di Ankara solleva timori e apprensioni tra le popolazioni al di qua e al di là del confine. “Può servire come arma di pressione”, ha detto un abitante di Silopi, “ma non è la soluzione”.