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Ritardi, proteste sindacali e scandali. La difficile rotta del più grande aereo del mondo

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Ritardi, proteste sindacali e scandali. La difficile rotta del più grande aereo del mondo

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Con la consegna del primo A380 si chiude una fase progettuale durata più di dieci anni e costata al consorzio europeo oltre dieci miliardi di euro. Una fase che ha registrato più volte gli stop-and-go causati dai ritardi, dalle proteste sindacali e perfino dagli scandali.

Primo problema nel 2005, quando Airbus annuncia uno slittamento di sei mesi nelle consegne del super-jumbo, e i contraccolpi sul piano aziendale causano un piano di ristrutturazione che taglia 10.000 posti ed è fortemente osteggiato dai sindacati.

Tra aprile e giugno 2006, in concomitanza con le forti perdite del titolo Eads in borsa, si verifica un riassetto societario, con i manager e alcuni azionisti di minoranza che si liberano dei propri stock prima del crollo. Una mossa che spinge l’autorità di controllo sulla borsa a indagare i dirigenti della società per sospetto agiotaggio.

Ma se Airbus piange, il suo diretto concorrente, la statunitense Boeing, non ride, avendo di recente annunciato un ritardo di sei mesi nei tempi di consegna del suo velivolo.