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Kosovo: a Bruxelles riprendono tra aspettative modeste i negoziati sullo status della provincia serba

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Kosovo: a Bruxelles riprendono tra aspettative modeste i negoziati sullo status della provincia serba

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Una corsa contro il tempo per la troika, Unione Europea, Stati Uniti e Russia, incaricata di trovare una soluzione sul futuro status del Kosovo. A Bruxelles sono riprese le trattative dopo quelle fallite a New York in occasione dell’assemblea generale dell’Onu.

La delegazione kosovara è guidata dal presidente Fatmir Sejdiu e dal premier Agim Ceku, quella serba dal ministro degli Esteri Vuk Jeremic e dal ministro per il Kosovo Slobodan Saramdic. Il mediatore europeo Wolfgang Ischinger ritiene che i negoziati siano entrati in una fase decisiva ma ammette che non è realistico aspettarsi un accordo dalla riunione.

I mediatori cercano di accelerare i tempi e preparano già la riunione che si tiene tra una settimana a Vienna. La provincia serba a maggioranza albanofona, protettorato dell’Onu dal 1999, ha avvertito che autoproclamerà l’indipendenza il 10 dicembre, data di scadenza dei negoziati, se non sarà raggiunto un accordo. Belgrado resta contraria. A ribadirlo il premier serbo Vojislav Kostunica: “Il Kosovo”, ha detto, “non sarà mai indipendente”.