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Spagna, una ventata di polemiche minaccia la monarchia

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Spagna, una ventata di polemiche minaccia la monarchia

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La polemica sui simboli nazionali spagnoli investe per la prima volta in 30 anni la monarchia. Un’istituzione considerata finora intoccabile. Le foto di Re Juan Carlos, date pubblicamente alle fiamme da alcuni giovani radicali catalani, all’inizio di settembre, segnalano che un tabù è stato infranto. Anche se atti come questo vengono puniti con condanne da 6 mesi a due anni di carcere, l’episodio si è ripetuto altre volte.

Gli attacchi hanno spinto il sovrano a un’iniziativa inconsueta. Vincendo il tradizionale riserbo, in un discorso all’università di Oviedo, Juan Carlos ha difeso personalmente il ruolo della monarchia: “La monarchia parlamentare è il fondamento del più lungo periodo di stabilità e prosperità in democrazia che la Spagna abbia conosciuto”.

Anche se il vessillo repubblicano non era mai scomparso del tutto dalla scena politica spagnola, la figura del re ha sempre goduto di estremo rispetto. Che qualcosa sia cambiato lo si è visto a luglio, quando il periodico satirico El Jueves ha sbattuto in copertina una vignetta che ritrae l’erede al trono Felipe e la moglie Letitia in atteggiamento inequivocabile. Da allora, il re è stato più volte bersaglio del periodico. In una delle caricature più recenti, va a fuoco dalla rabbia.

Da questo mutamento non è rimasta immune la famiglia reale, che la stampa spagnola ha finora trattato con i guanti. Nemmeno il ruolo giocato da Juan Carlos nel contrastare il tentato colpo di stato del 1981 basta ora a metterlo al riparo dagli attacchi. Tanto che l’estrema destra reclama che abdichi in favore del figlio Felipe.

Per la prima volta l’avvenire della monarchia in Spagna sembra farsi più incerto, come indica un commento raccolto in strada a Madrid: “Penso che la monarchia resterà solida in Spagna, almeno fin tanto che ci sarà Juan Carlos. Poi non so. Quando sarà la volta del principe, non so dire che cosa accadrà… forse dovremmo aprire un dibattito”.