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Dure reazioni in Turchia alla risoluzione del Congresso Usa sul genocidio degli armeni

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Dure reazioni in Turchia alla risoluzione del Congresso Usa sul genocidio degli armeni

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Manifestazioni in diverse città della Turchia per protestare contro la risoluzione del Congresso statunitense che per la prima volta qualifica di “genocidio” il massacro di un milione e mezzo di armeni da parte dell’Impero Ottomano.

A Istanbul i dimostranti si sono raccolti in una piazza del centro, scandendo slogan anti-Usa e esibendo ritratti di Kemal Ataturk, il padre della Turchia moderna.

Analoga iniziativa nella capitale Ankara, dove una cinquantina di persone hanno raggiunto la sede dell’ambasciata statunitense, dove, sotto lo sguardo attento degli agenti di sicurezza, hanno dato vita ad un sit-in.

La questione armena, fino a ieri una sorta di tabù per la Turchia, alimenta adesso un sottile ma evidente spirito di critica nei confronti degli Stati Uniti.

“Proprio loro non dovrebbero nemmeno parlare”, dice Serdar Oz, “guardassero prima ai disastri che hanno provocato, guardassero ai loro genocidi: gli indiani d’America ad esempio non esistono più”.

“Non ho mai visto gli Stati Uniti come un paese amico”, dice Ibrahim Tackin, “si presentano come tali ma solo a loro vantaggio. In generale per me gli Stati Uniti non sono amici