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Politica marittima comune per sviluppare l'economia e contro la criminalità

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Politica marittima comune per sviluppare l'economia e contro la criminalità

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Bruxelles annuncia la nuova politica marittima comune e a Varsavia i pescatori sono sul piede di guerra.

I pescator polacchi contestano il sistema delle quote, secondo cui avrebbero già esaurito la quantità assegnata per il 2007 per la pesca al merluzzo.

Ferma la risposta di Bruxelles, che in caso di violazione delle quote minaccia misure severe contro la Polonia.

Ma a Bruxelles,la giornata di mercoledì è stata dedicata alla presentazione della nuova politica marittima europea.

L’euro commissario per la Pesca e gli Affari Marittimi, Joe Borg:

“I corridoi di navigazione attraversano le acque degli Stati Membri. Ma sia l’inquinamento che le varie perdite d’olio non rispettano i confini delle acque europee. Così come le attività illegali, come il traffico di droga o l’immigrazione clandestina sono trasnazionali e riguardano tutta l’Europa”.

Si è resa urgente pertanto una politica marittima comune per combattere non solo la criminalità, ma per sviluppare l’economia marittima.

L’Unione europea conta circa 70 mila chilometri di coste, si stima che circa il 40% del suo Pil sia prodotto in queste aree geografiche. Il 90% del commercio estero e il 40 di quello interno transita attraverso i porti europei.