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Brown sotto il fuoco delle critiche dopo il "no" al voto anticipato

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Brown sotto il fuoco delle critiche dopo il "no" al voto anticipato

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Dalla vetta dei sondaggi alle critiche di tutta la stampa. O quasi. Il Premier britannico Gordon Brown fino a poche settimane fa navigava sul mare piatto del consenso. Poi giorni di speculazioni su possibili elezioni in ottobre o novembre. Infine il no di Brown che, apparentemente, ha bruciato ogni vantaggio. Senza dubbio è questa la posizione dei Tories che, stando all’interpretazione della stampa conservatrice, godono ora di una solidità senza precedenti. Per di più ragalata dai timori che hanno guidato la scelta del Premier.

Senza appello le critiche di David Cameron, leader dei conservatori: “Credo che il Primo ministro abbia dimostrato grande debolezza e indecisione. E’ chiaro che in questi ultimi mesi invece di concentrarsi sulla guida del Paese ha puntato alla campagna elettorale. E ora è costretto a un umiliante dietro front. Quel che più dispiace, a me ma soprattutto a milioni di cittadini, è che adesso ci aspettano due anni prima del vero cambiamento di cui il Paese ha bisogno”.

Agli antipodi i fedelissimi di Brown, secondo i quali attendere la fine del mandato conquistato dal Labour con Tony Blair e che scadrà nel 2009, è una scelta saggia. Martin Linton, del Labour Party: “Se si guarda alle precedendi elezioni anticipate, non c‘è da essere ottimisti. Ci hanno provato Ted Haeth, Harold Wilson, Clement Attlee. Per tutti è stato un disastro. Secondo me ha preso la decisione giusta”.

Ma la sensazione che Brown abbia cambiato strategia quando ha visto che nei sondaggi il vantaggio sui conservatori si assotigliava resta.