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Vertice della CSI. Deludente per i russi

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Vertice della CSI. Deludente per i russi

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Foto di famiglia del vertice della Cominità degli stati indipendenti a Dushambé, in Tagikistan, con un presidente russo Putin che non riesce ancora a fare dell’organismo nato dalle ceneri dell’URSS un vero strumento politico.

Altri leader puntano a farsi spazio. Il presidente kazako Norsultan Nazarbayev, ad esempio. Su suo impulso cinque paesi dell’Asia centrale si sono messi d’accordo per una più forte cooperazione economica, escludendo la Russia. Altre note stonate per il Cremlino: il presidente ucraino Yuschcenko non era nemmeno presente all’incontro e quello georgiano Saakashvili non ha firmato il documento conclusivo.

Alla CSI partecipano tutti gli stati dell’ex Unione Sovietica meno i tre stati baltici che oggi fanno parte dell’Unione Europea.

Malgrado gli sforzi compiuti da Mosca per rendere perenne la propria influenza in quest’area ricca di risorse energetiche e materie prime, oggi nella CSI c‘è chi guarda direttamente alla Cina, bypassando il filtro russo, come certe repubbliche dell’Asia centrale, o si gira a occidente verso l’Unione Europea o gli Stati Uniti – e quindi la Nato – come la Georgia.