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Disordini in Svizzera verso il voto

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Disordini in Svizzera verso il voto

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A due settimane dal voto, anche la tollerante e pacifica Svizzera si trova a fare i conti con violenza e disordini in campagna elettorale. La polizia si è scontrata con un gruppo di autonomi di sinistra che ha impedito lo svolgimento di una manifestazione nazionale dell’Unione Democratica di Centro in programma a Berna. L’Udc ha dovuto poi cambiare itinerario.

Al corteo c’erano anche il presidente del partito Ueli Maurer e i consigliere federale Christoph Blocher. Incalzato dai giornalisti, Blocher, ha definito i manifestati “aggressivi” e incapaci di accettare opinioni diverse. A sostenerlo, più di cinquemila simpatizzanti. Al collo, la cravatta con le pecore bianche e una pecora nera, simbolo dello slogan elettorale del partito: la pecora nera cacciata dal gregge, invito all’espulsione dalla Svizzera dei “criminali stranieri”.

Poco più in là, un presidio in difesa di quella pecora nera e un cartello con su scritto: “Non potete farmi paura. No, non voterò per chi mi macellerà”.