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Gul: la Turchia è una vera democrazia

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Gul: la Turchia è una vera democrazia

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Islamista moderato, europeo convinto Abdullah Gul, il nuovo presidente della Repubblica turca eletto a fine agosto, preferisce parlare di democrazia piuttosto che di laicità. E’ in questo contesto che è venuto a Strasburgo. L’ex ministro degli esteri e membro fondatore del partitol l’Akp, oggi al potere vuole utilizzare i dossier internazionali per garantire l’autorità nell’esercizio della suprema carica.

Euronews: Benvenuto presidente Gul e grazie per l’intervista accordata a Euronews nello studio del consiglio d’Europa. Mentre la maggior parte dei leader internazionali hanno scelto l’assemblea generale dell’Onu , lei come neo presidente della Turchia ha preferito Strasburgo. Perchè?

Gul: La Turchia fa parte dell’Europa. Siamo un paese che condivide i valori europei. Mi riferisco alla democrazia, al rispetto dei diritti civili, all’economia di mercato. La Turchia fa parte inoltre delle istituzioni europei fin dall’inizio. E’ un paese fondatore del Consiglio d’Europa e faro’ del mio meglio per proseguire i negoziati con l’Unione perchè appoggio questo processo

Euronews: Pensa a un nuovo inizio nei negoziati tra la Turchia e l’Unione?

Gul: C‘è qualcuno in Europa che pensa a un ingresso immediato della Turchia fra gli stati dell’Unione.
Ma non è il caso: il procedimento sarà lungo. La Tutchia non ha un atteggiamento rigido, frutto dell’urgenza. La cosa piu’ imprtante è che i negozoati si concludano con un successo.. E quando dico successo voglio dire che la Turchia sia in grado di di realizzare quanto le viene chiesto. Penso alle disposizioni, ai regolamenti, alle norme che devono essere adeguate agli standard europei. La Turchia lavorerà a questo scopo e i risultati saranno esaminati a Bruxelles

Euronews: Cosa pensa del calo del sostegno nell’opinione pubblica turca all’adesione all’Unione?

Gul: Penso che non bisogna vederlo in maniera negativa. La magioranza della Turchia è infatti favorevole all’ingresso nell’Unione. Ma c‘è , è vero, un sentimento di disillusione. Il popolo turco pensa infatti che nonostante gli sforzi fatti per in materia di riforme quest’ulitme non siano sufficientemente apprezzate a Bruxelles. Purtroppo dobbiamo anc he lottare contro il terrorismo e non siamo molto sostenuti nella lotta contro il terrorismo. Una situazione triste per il popolo turco. Senza dimenticare che certe promesse non sono state mantenute specie dopo che i turchi ciprioti hanno detto si al piano Annan. Il popolo turco è deluso.Sono questo i motivi del calo, anche se in fondo la popolazione resta favorevole all’integrazione.

EuroNews: Un grande dibattito è in corso in Turchia sulla riforma costituzionale: cosa dovrebbe cambiare?

Gul: La Turchia è una società molto aperta dove ogni cosa viene discussa in modo molto aperto: ciascun ha la possibilità di metterci del suo: anche le idee piu’ estremiste vengono discusse. Ma il punto comune è che la costituzione necessita un cambiamento e che i principi della nostra costituzione vale a dire democrazia, laicità , il welfare state con un ruolo cardine attribuito al valore della legge, tutti questi principi devono essere mantenuti: non dobbiamo fare alcun passo indietro. E’ una condizione sul quale siamo tutti d’accordo. La Turchia restarà uno stato democratico costituzionale. Il contrario non deve neppure essere preso in considerazione

EuroNews: Sul tema specifico della libertà di espressione quando pensa che l’articolo 301 del codice penale turco verrà abolito ?

Gul: Le voglio subito dire che la libertà di espressione esiste in Turchia, ma con un’ agolazione diversa rispetto all’opinione pubblica dell’Unione europea: voi pensate che la maggior parte degli scrittori, dei giornalisti, persino il vincotore dle premio Nobel Orhan Pamuk o Elif Sharak possano finire in prigione dopo essere stati arrestati a causa dell’articolo 301 anche se nessuno degli argomenti è vero. Ma dal momento che questo articolo dà un ‘immagine negativa, penso che bisognerà apportare qualche miglioramento. E’ questo il motivo per cui sia il parlemento nel suo insieme che il governo lavoreranno insieme per cambiare l’articolo 301.