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Gli indipendentisti baschi incitano a manifestare contro gli arresti

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Gli indipendentisti baschi incitano a manifestare contro gli arresti

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Una mossa politica secondo i partiti baschi, il normale corso della giustizia secondo il governo di Madrid. Sono le due spiegazioni diametralmente opposte della retata che ha portato ieri all’arresto dei vertici di Batasuna. In un blitz di pochi minuti la polizia spagnola ha arrestato 22 uomini della vecchia e nuova leaderhip del partito indipendentista basco, riuniti a Segura apparentemente per un passaggio di potere. “Chi rompe paga – spiega Diego Lopez Garrido, portavoce dei socialisti al parlanmento – Lo stato agisce sempre per il rispetto della legge. Nel nostro paese l’apologia della violenza è incompatibile con l’attività politica”.

Ma il governo basco, moderato e nazionalista, ha appena sfidato Madrid annunciando un referendum che potrebbe avviare negoziati sull’indipendenza. In più a marzo ci sono le elezioni. “L’opportunità politica di questa decisione è evidente – dice Joseba Azkarraga, del governo basco – La giustizia si mette al servizio di interessi estranei all’indipendenza che dovrebbe esserle propria”.

L’unico leader di Batasuna ancora a piede libero è Pernando Barrena, che, impegnato ad accogliere una delegazione dello Sinn Fein, non era alla riunione al momento della retata: “La detenzione di 23 membri della sinistra nazionalista è un’operazione punitiva, una vendetta”.

Gli indipendentisti hanno rivolto un appello alla popolazione basca a scendere in piazza e manifestare contro gli arresti, che – dicono – “allontanano molto la pace”.