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Il Patriarca di tutte le Russie: la Chiesa ortodossa e quella Cattolica devono camminare insieme

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Il Patriarca di tutte le Russie: la Chiesa ortodossa e quella Cattolica devono camminare insieme

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Sua Santità Alexy II, Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, si è rivolto all’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa per evidenziare la frattura tra l’etica e i valori libertari che caratterizzano le nostre società, e per portare avanti un concetto alternativo di diritti umani.
Secondo alcuni analisti il Patriarca cerca in qualche modo anche di giustificare agli occhi della comunità mondiale le violazioni dei diritti umani in Russia.
In un’intervista esclusiva a EuroNews, concessa nonostante le cattive condizioni di salute, Sua Santità ha sottolineato come la Chiesa Ortodossa, chiaramente separata dallo Stato, sia particolarmente coinvolta nella vita sociale del Paese.

EuroNews:
Sua Santità, benvenuto a EuroNews. In quali campi la Chiesa ortodossa ritiene che la cooperazione con le autorità secolari russe sia essenziale, e in quali invece inaccettabile?

Alexy II:
Penso che ci siano molti compiti comuni, ai quali dobbiamo adempiere insieme. Per esempio la questione della vulnerabilità sociale, il mantenimento della pace tra le nazionalità e le religioni nel nostro Paese, la prevenzione dei conflitti tra Stati e religioni. Questo vuol dire che la Chiesa ortodossa russa non è separata dalla società russa, e anzi serve la società, in una missione che è comune alla Chiesa e allo Stato.
Ci impegnamo insieme per il bene del nostro Paese, e per il suo futuro.

EuroNews:
Un certo numero di studiosi russi ha criticato quella che è stata definita “un’eccessiva clericalizzazione”, cioè il peso eccessivo nella Chiesa nella società russa. Lei come valuta l’influenza della Chiesa ortodossa nella società russa?

Alexy II:
Non sono d’accordo su questa idea della clericalizzazione della società russa. Noi stessi abbiamo deciso all’inizio degli anni ’90 che nessun prete può diventare parlamentare o dipendente pubblico, in alcun corpo dello Stato. La nostra è una missione pastorale. Noi tentiamo di soddisfare i bisogni dei credenti, evitando di farci coinvolgere dalla politica. In quanto poi alla nostra proposta di includere nei programmi scolastici lezioni sulla cultura ortodossa di base, noi siamo assolutamente convinti che ogni persona istruita, in Russia, debba conoscere la storia del proprio Paese, compresa quindi la storia millenaria dello sviluppo del credo ortodosso in Russia.
È un dovere per ogni russo comprendere le norme etiche e fondamentali della cultura ortodossa.

EuroNews:
La Chiesa ortodossa russa collabora con le altre grandi religioni presenti nel Paese?

Alexy II:
Abbiamo il Consiglio inter-religioso, che si riunisce quattro o cinque volte all’anno. Discutiamo e risolviamo i problemi che sorgono tra di noi.
Abbiamo buone relazioni, non ci sono ostilità, ma naturalmente ci sono anche dei punti di disaccordo. Comunque ciascuno ha il diritto di esprimere le proprie posizioni. E noi lo facciamo per esempio in materia di educazione religiosa. La nostra posizione su questo non è negoziabile.
Quindi non siamo d’accordo con quegli accademici che ci accusano di clericalizzare la società russa: noi seguiamo strettamente il principio costituzionale della separazione tra Stato e Chiesa. Il numero dei fedeli in Russia sta crescendo, e il nostro compito è quello di nutrirli spiritualmente.

EuroNews:
Agli incontri del Cosiglio discutete anche sui diritti dell’uomo in Russia?

Alexy II:
Certo. E siamo convinti che la tutela dei diritti dell’uomo debba essere strettamente connessa alle norme etiche.

EuroNews:
Come si sta sviluppando il dialogo tra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa cattolica romana? Ci sono degli ostacoli, in questo dialogo?

Alexy II:
Mi pare che ci siano molti problemi comuni, che sia la Chiesa ortodossa russa sia la Chiesa cattolica romana si trovano ad affrontare. La tutela dei valori etici e spirituali, la tutela dei valori della famiglia, la resistenza alla propaganda dell’immoralità, che ha in qualche modo inondato i mass media. Dobbiamo camminare insieme, per proteggere i valori etici e spirituali, che sono sacri per noi. E noi dobbiamo trasmettere questi valori ai nostri fedeli.