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Il Pakistan in pieno sommovimento politico a pochi giorni dall'elezione del presidente della Repubblica.

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Il Pakistan in pieno sommovimento politico a pochi giorni dall'elezione del presidente della Repubblica.

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In Pakistan 85 deputati si sono dimessi per protestare contro la candidatura del presidente Pervez Musharraf giudicata incostituzionale.

Il prossimo 6 ottobre le due Camere più quattro assemblee provinciali si riuniranno per nominare il successore di Musharraf, ma, secondo l’opposizione, quest’ultimo non si sarebbe potuto candidare perché occupa ancora la funzione di capo delle forze armate.

“Se in questo paese ci fosse la democrazia, l’Assemblea non si riunirebbe per eleggere questo presidente”, dice uno dei dirigenti del partito dell’ex premier Nawaz Sharif.

Musharraf, che prese il potere nel 1999 con un colpo di Stato, ha già deciso la nomina del suo successore a capo delle forze armate in caso di una sua elezione: sarà l’ex capo dei servizi segreti il generale Ashfaq Kiyani.

E per assicurarsi il sostegno dell’ex premier Benazhir Bhutto, il governo si è riunito annunciando l’immunità a favore della donna in esilio dal 1999 per sfuggire alle accuse di corruzione che le sono state mosse in patria.