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Myanmar: Gambari vedrà il generale Than Shwe, le ong denunciano centinaia di arresti

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Myanmar: Gambari vedrà il generale Than Shwe, le ong denunciano centinaia di arresti

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Strade vuote in Myanmar dopo le proteste contro la dittatura militare. Gli oppositori sono scomparsi, i soldati, schierati per impedire nuovi raduni, fermano chiunque passi alla ricerca di videocamere, per evitare che il mondo sappia. Anche internet resta inaccessibile.

Il capo della giunta militare, il generale Than Shwe, vedrà martedì l’inviato dell’Onu Ibrahim Gambari che domenica aveva incontrato il leader dell’opposizione democratica e premio Nobel per la pace, Aung San Suu Kyi, agli arresti domiciliari.

Secondo il regime 13 persone sono rimaste uccise durante le proteste della scorsa settimana guidate dai monaci buddisti nelle principali città tra cui l’ex capitale Yangon, sostituita dai militari con Naypyidaw. Il bilancio è molto piu’ alto secondo fonti diplomatiche. Organizzazioni per i diritti umani sostengono inoltre che piu’ di 1500 tra monaci e civili sarebbero finiti in prigione.

I templi di Sule e Shwedagon, da dove sono partite le proteste sono stati riaperti, ma i militari non hanno allentato i controlli.