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Solidarietà alla popolazione birmana nelle capitali europee


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Solidarietà alla popolazione birmana nelle capitali europee

Piazza della Libertà, Bruxelles. Oltre 1.000 persone, accompagnate da una immancabile pioggia, hanno sfilato in sostegno della popolazione birmana, sempre più schiacciata dalla violenza della giunta militare. Colore dominante: il giallo. Quello dei democratici birmani. Foto di Aung San Suu Kyi in vista, qui in molti sottolineano la necessità che anche la Cina, che intrattiene buoni rapporti con il Myanmar, eserciti pressione per far cessare le violenze.

“E’ logico che la Cina cerchi di mantenere la propria immagine per il prossimo anno, in vista dei Giochi. Ora: le viene offerta un’occasione unica di entrare nel circolo di quanti amano non solo il fair play dei giochi olimpici ma anche il fair play della democrazia”.

Tre giorni fa Pechino aveva chiesto alla giunta militare di dar prova di “moderazione”. Una posizione giudicata troppo debole. A Berlino è stato detto a chiare lettere, con una manifestazione organizzata davanti all’ambasciata di Pechino. Partecipazione non certo da record – alcune centinaia di persone – ma un appello forte e chiaro a boicottare i giochi olimpici 2008.

Davvero poco più che simbolica la mobilitazione a Parigi: 3000 persone – ma appena un centinaio secondo la polizia – si sono radunate sotto l’ambasciata birmana. Poche presenze ma di spessore, come il Primo ministro del governo birmano in esilio, Sein Win: “I Paesi occidentali devono esercitare pressione” ha detto “ma devono farlo adesso. Più di quanto già non stiano facendo”.

A Ginevra spiccavano il rosso e l’arancione dei monaci buddisti che hanno dato inizio alla protesta contro il regime militare. In queste e altre capitali europe, ma anche del Sud-Est asiatico, la richiesta è unica: aprire il processo di transizione democratica nell’ex Birmania.

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