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Sedici anni fa il massacro di Vukovar

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Sedici anni fa il massacro di Vukovar

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E’ uno degli episodi più cruenti della guerra nei Balcani. E’ il 1991. La città di Vukovar resta in stato di assedio per tre mesi. L’epilogo il 19 novembre, quando i militari serbi appartenenti all’esercito jugoslavo fanno irruzione nell’ospedale, separano le donne dagli uomini. Portano questi ultimi nelle campagne, dove vengono torturati e ammazzati. I morti sono più di 250. Vengono sepolti in una fossa comune.

Vukovar, che si trova ai confini tra Serbia e Croazia, è rimasta sotto amministrazione Onu dal 1995 al 1998, quando è stata reintegrata alla Croazia. I tre ex ufficiali serbi Mile Mrksic, Miroslav Radic e Veselin Sljivancanin si sono sempre dichiarati non colpevoli di quel massacro, che avvenne nonostante la presenza di osservatori internazionali.

Vukovar fu praticamente rasa al suolo. Gran parte della città fu ricostruita, ma tante abitazioni portano ancora la testimonianza del passato. Le comunità serbe e croate convivono, ma restano divise. I croati la considerano come una città martire e ogni anno ricodano il sacrificio dei morti e dei quasi duemila volontari che, muniti in prevalenza di armi leggere, cercarono di resistere fino all’ultimo prima di arrendersi.