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Myanmar, i monaci contro i militari da Yangon a Mandalay

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Myanmar, i monaci contro i militari da Yangon a Mandalay

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Si scende in piazza a Yangon. Ma anche a Mandalay, Sittwe, e in altre località dell’Ex Birmania. Quella che era cominciata alla metà di agosto come una protesta contro il raddoppio dei prezzi del carburante, grazie all’intervento dei monaci si è trasformata in un più ampio movimento di contestazione.

Ma i religiosi rischiano di pagare un prezzo altissimo. Autorità morale del paese, sono rispettati tanto dalla popolazione che dai generali. Eppure questo non bastò a risparmiarli durante la dura repressione dell’88. E vent’anni dopo tornano a esporsi in prima persona.

Oltre ai monaci, la giunta teme anche i militanti della Lega nazionale per la democrazia, guidata dalla signora Aung San Suu Kyi. Nel 1990, vinse le uniche elezioni libere in trent’anni, ma l’esercito si rifiutò di cedere il potere, arrestando i leader del partito.