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Primi morti in Myanmar

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Primi morti in Myanmar

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In Myanmar si contano i primi morti. Secondo alcune fonti, almeno tre monaci buddisti e tre civili sarebbero rimasti uccisi a Yangon, ex capitale del Paese, dove per la nona giornata consecutiva infuriano le proteste contro il governo. Decine i feriti. Anche oggi i monaci e i civili sono tornati in piazza, sfidando di nuovo la giunta militare e il coprifuoco notturno. Le forze dell’ordine hanno caricato i manifestanti con gas lacrimogeni e sparato colpi.

Gli occhi del mondo sono puntati sull’ex Birmania. Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si riunisce d’urgenza in serata. A chiedere un incontro di emergenza era stato il premier britannico Gordon Brown. Ieri alle Nazioni Unite, il presidente americano George Bush aveva annunciato l’inasprimento delle sanzioni nei confronti del regime birmano. Gli fa eco l’Unione europea, che, per voce della presidenza di turno portoghese, è pronta ad adottare nuove misure. Il timore che si ripeta la brutale repressione con cui il regime schiacciò la protesta degli studenti nel 1988 è forte.