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Le proposte di Bruxelles contro il caro-grano

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Le proposte di Bruxelles contro il caro-grano

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Per reagire all’impennata dei prezzi dei cereali la Commissione europea propone per il 2007-8 di utilizzare quel 10% di terre lasciate improduttive e di levare i dazi doganali fino alla fine del giugno del 2008.

Barriere da tempo al centro di un duro braccio di ferro tra Unione europea, Stati Uniti e Paesi emergenti in seno all’Omc.

Ma il contesto mondiale oggi è cambiato.

Il prezzo del mais dal 2005 al 2006 è aumentato dell’85%, quello del grano del 60% nell’ultimo anno.
Un aumento che si ripercuote su molti prodotti alimentari, a cominciare dal pane e dalla pasta.

Anche i prodotti caseari hanno subito un aumento di prezzo, dovuto al fatto che i cereali sono usati per nutrire gli animali.

Da qui la proposta di Spagna e Polonia di mettere fine alle quote latte.

Madrid ha inoltre proposto di rivedere momentaneamente gli aiuti alle esportazioni di cui beneficiano i produttori di grano così che l’intera produzione resti in Europa.

La presidenza portoghese ha addirittura chiesto di creare riserve di cereali strategiche per affrontare periodi come quello attuale.

Nel corso del Consiglio dei ministri dell’Agricoltura, il francese Michel Barnier ha accolto con freddezza le proposte della Commissione.

Ha auspicato che si tratti solamente di misure temporanee, in attesa della nuova Politica agricola comune.