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Myanmar, all'ottavo giorno di proteste la giunta mostra i muscoli

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Myanmar, all'ottavo giorno di proteste la giunta mostra i muscoli

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Per l’ottava giornata consecutiva, i monaci buddisti hanno sfidato la giunta militare in Myanmar. Decine di migliaia di persone hanno nuovamente invaso le strade dell’ex capitale Yangon, sfilando a fianco dei religiosi.

Per ora le minacce dei generali sono andate a vuoto. Ma quando la manifestazione era ormai finita, otto camion carichi di poliziotti in assetto antisommossa sono arrivati a Yangon. Armati di scudi, manganelli e fucili, hanno preso posizione di fronte all’edificio del comune.

Un’escalation che preoccupa la comunità internazionale. La Commissione europea chiede alle autorità del Myanmar di non usare la violenza e si dice pronta a valutare un ulteriore inasprimento delle sanzioni contro gli esponenti della giunta militare che governa l’ex Birmania da 45 anni.

C‘è apprensione anche per le sorti di Aung San Suu Kyi, leader dell’opposizione, che secondo fonti non confermate sarebbe nuovamente in prigione. Sabato scorso aveva salutato il passaggio dei monaci davanti alla sua residenza, dove da anni era tenuta agli arresti domiciliari.