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Libano, presidenziali: i candidati alla successione di Emile Lahoud

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Libano, presidenziali: i candidati alla successione di Emile Lahoud

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L’elezione del nuovo presidente libanese non potrà non riflettere la crisi politica che segna il Libano da dieci mesi: il premier sunnita Fouad Siniora ha incassato le dimissioni di tutti i suoi ministri sciiti legati ad Hezbollah e di uno cristiano.

Il tentativo di formare un governo di unità nazionale è fallito. Il Paese è precipitato nell’inquietudine e gli scontri fra filo e anti-siriani sono aumentati. E’ lo stallo istituzionale.

In base agli equilibri politico-confessionali libanesi, il presidente della Repubblica deve essere un cristiano maronita.

Viene eletto dai 128 parlamentari con una maggioranza dei 2/3 nella prima votazione. Nella seconda è sufficiente quelle semplice. Il suo mandato dura sei anni.

I principali candidati dichiarati sono:

Nassib Lahoud, della coalizione di governo antisiriana, cugino e rivale politico del presidente uscente, ex ambasciatore negli Stati Uniti.

Butros Harb, avvocato, ex ministro e deputato dal 1972, sempre della coalizione anitisiriana ma vanta buoni contatti con il presidente sciita del Parlamento Nabih Berri.

Il deputato ed ex generale Michel Aoun è il candidato dell’opposizione guidata dal movimento sciita Hezbollah e appoggiata dalla Siria. Dopo anni di esilio in Francia, è rientrato in Libano nel 2005.

Il generale Michel Suleimane, capo dell’esercito, è visto come un buon compromesso.
La sua elezione richiederebbe un emendamento
alla Costituzione che vieta la nomina a presidente di chi già ricopre un incarico statale.

Riad Salameh, governatore della Banca
centrale, è considerato un pretendente credibile anche se non ufficialmente candidato. Anche per lui sarebbe richiesto l’emendamento costituzionale.

Secondo l’analista Ossama Safa, la prima seduta elettorale in Parlamento non porterà ad alcuna elezione: “la prima è una sessione simbolica che serve a inaugurare l’apertura dell’iter elettorale on certo ad eleggere un nuovo presidente. Dopodiché tutto quello che succederà sarà soggetto a ogni tipo di speculazione e aumenteranno le violenze.”