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Estonia e Polonia contrarie al gasdotto nel Mar Baltico

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Estonia e Polonia contrarie al gasdotto nel Mar Baltico

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Il progetto del gasdotto russo-tedesco sotto il Mar Baltico incontra un nuovo ostacolo. L’Estonia ha deciso di non autorizzare il consorzio Nord Stream a condurre dei rilievi nelle sue acque in vista della costruzione del gigantesco cantiere. Tallinn si giustifica parlando di rischi per l’ambiente e per la sicurezza. Ma i contrasti con la Russia hanno probabilmente avuto un peso nella decisione. Il gasdotto lungo 1200 chilometri che dovrebbe collegare la Russia alla Germania, passando sotto il mare eviterebbe il transito nei Paesi Baltici e in Polonia, Stati che non nascondono la loro irritazione per il percorso alternativo. Mentre la Finlandia per pronunciarsi attende le conclusioni di un rapporto sull’impatto ecologico del progetto nelle sue acque, altri sottolineano le loro perplessità.

L’eurodeputato polacco Jacek Saryusz-Wolski afferma: “Ci sono aspetti controversi che ci portano ad affermare che il gasdotto del Baltico non è un buon progetto, è contro il principio della solidarietà europea, non accresce l’autonomia europea nel settore energetico, è costoso e pericoloso per l’ambiente.” In Russia, il cantiere è già aperto e il consorzio, di cui fa parte il gigante russo Gazprom, vuole rendere operativo il gasdotto fin dal 2010. Facile prevedere che la scadenza potrebbe non essere rispettata, sempre ammesso che il progetto vada in porto.