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Ai funerali di Ghanem, Gemayel lancia un appello: Onu e Lega Araba non lascino affondare il Libano

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Ai funerali di Ghanem, Gemayel lancia un appello: Onu e Lega Araba non lascino affondare il Libano

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La morte di Antoine Ghanem rischia di seppellire ancora una volta il processo di riconciliazione nazionale in Libano. Ma deve essere anche un messaggio alle Nazioni Unite e alla Lega Araba affinchè mettano in salvo la Repubblica libanese.

Con queste parole, pronunciate durante i funerali del deputato antisiriano ucciso mercoledì, Amine Gemayel, ex Presidente libanese e padre di Pierre, a sua volta ucciso, ha messo in guardia su cosa il Paese stia rischiando, a pochi giorni dalla difficile scelta del nuovo Presidente. Il crollo delle istituzioni, la frammentazione delle diverse comunità.

Migliaia di persone hanno dato l’ultimo saluto a Ghanem, saltato in aria insieme a due guardie del corpo e ad altre due persone con l’esplosione di un’autobomba che la maggioranza antisiriana non esita ad attribuire a Damasco.

Presenti Saad Hariri, figlio dell’ex Premier Rafik e capo della maggioranza antisiriana, e Walid Jumblat, leader druso. E Amine Gemayel che ha preso la parola e ha definito un martirio quello di Ghanem, ritornato in patria proprio per partecipare all’elezione del nuovo Presidente, successore di Emile Lahoud, uomo di Damasco.

Per trovare un accordo sul nome del nuovo Capo dello Stato la maggioranza filoccidentale e l’opposizione guidata dagli sciiti di Hezbollah hanno tempo fino al 23 novembre. Un tempo che sembra minimo difronte alle divisioni che regnano in Parlamento e nel Paese.