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Palestinesi nella Striscia di Gaza rassegnati ai tagli di acqua e corrente

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Palestinesi nella Striscia di Gaza rassegnati ai tagli di acqua e corrente

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Non è la prima volta che Israele chiude i rubinetti ai palestinesi. E’ già successo in passato, come ritorsione per attacchi terroristici. Nella Striscia di Gaza o in Cisgiordania, gli abitanti hanno imparato a vivere nell’incertezza. E hanno accolto le ultime minacce con un misto di sfida e fatalismo.

“Anche se ci tagliano il carburante e l’acqua, il nostro popolo non cederà. Non ci lasciamo spaventare. Siamo forti”, sostiene un commerciante di Gaza. “Israele non ha il diritto di lasciare Gaza senza acqua e senza elettricità. E’ totalmente ingiusto nei confronti del popolo palestinese”, sostiene un suo collega.

A Gaza, i generatori di corrente sono dappertutto. Servono a tenere i prodotti al fresco. La sera, ci si fa luce con le candele. I black out sono frequenti. La popolazione può contare su sei o otto ore di corrente elettrica al giorno. L’unica centrale elettrica di Gaza, bombardata dall’aviazione israeliana nell’estate del 2006, ha ripreso a funzionare, ma è spesso bloccata per mancanza di combustibile. L’ultima volta è successo a nel mese di agosto.

E’ l’Unione europea ad alimentare in parte la centrale, che produce tra il 20 e il 30% dell’elettricità consumata nella Striscia di Gaza. Il restante 70% è fornito da Israele.

Stessa situazione per l’acqua. La legge israeliana, che risale al 1959, stabilisce che tutte le fonti e le faglie sotterranee appartengono allo stato ebraico. E vieta la costruzione di nuove centrali idriche per sostituire quelle danneggiate. Il che induce una dipendenza quasi totale per i palestinesi.

Ad aggravare il quadro, nella Striscia di Gaza le piogge sono rare. Bastano appena a fornire 79 litri d’acqua al giorno per abitante. Mentre il consumo medio è tra i 150 e i 200 litri. Israele fornisce a Gaza l’80% dell’acqua potabile. Ma i palestinesi la pagano quattro volte più cara dei coloni israeliani. Circa un terzo dello stipendio mensile.

La Striscia di Gaza. Trecentosessantadue chilometri quadrati. Una sola porta verso l’esterno. 1,45 milioni di abitanti. Più del 90% dei giovani sotto i 20 anni soffrono di stress post traumatico.