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Immigrazione: primo via libera a test Dna in Francia

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Immigrazione: primo via libera a test Dna in Francia

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Il discusso test del Dna sui familiari candidati al ricongiungimento muove i primi passi in Francia. Il Parlamento ha approvato in prima lettura le misure chiave della legge sull’immigrazione. Tra queste, appunto, l’esame del Dna, ma anche la verifica obbligatoria della conoscenza di lingua e valori francesi. Il testo è atteso ora al Senato. Jean-François Copé, Presidente del gruppo UMP, commenta: “Occorre essere pragmatici, capisco che il dibattito appassioni. Però non bisogna essere troppo drammatici. I francesi aspettano azioni concrete e risultati. Ed è a questo che stiamo lavorando”.

Altri Paesi europei applicano il test del Dna. In Belgio, ad esempio, costa quattrocento euro per famiglia. Joseph è un rifugiato arrivato dal Congo. Voleva fare arrivare anche i due figli, un ragazzo e una ragazza, da Kinshasa. Si è sottoposto al test, ma il risultato lo ha colto di sorpresa. La ragazza risulta positiva e ottiene il visto, il ragazzo invece no: “Questo ragazzo – racconta – è nato sotto il mio tetto. L’ho visto crescere e non ho mai pensato che potesse non essere mio figlio, anche se il test dice il contrario. E’ terribile quando la paternità viene messa in discussione”.

In Francia, stando al nuovo progetto di legge, il test del Dna sarà facoltativo e in via sperimentale fino al 2010. Se il risultato è positivo e il candidato ottiene il visto, le spese saranno rimborsate.