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Beirut ferma per protesta contro l'omicidio di Ghanem, messaggio di sangue per le presidenziali

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Beirut ferma per protesta contro l'omicidio di Ghanem, messaggio di sangue per le presidenziali

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Le saracinesche abbassate del giorno dopo nel centro di Beirut ricordano che l’omicidio di Antoine Ghanem, deputato della maggioranza antisiriana, è una sconfitta per tutto il Paese.

“Un messaggio di sangue per le elezioni presidenziali” è il leitmotiv di oggi sulla stampa libanese, a 6 giorni dall’avvio del dibattito in Parlamento per scegliere il nuovo Capo dello Stato. “La Presidenza non appartiene a Saad Hariri, a Hassan Nasrallah, a Nabih Berri, a Michel Aoun o a qualsiasi altro partito” ha detto Saad Hariri, leader della coalizione antisiriana in Parlamento. “La Presidenza appartiene al popolo del Libano”.

Da quando, nel febbraio 2005, venne ucciso l’allora Premier Rafic Hariri, sono ormai 7 i membri della coalizione filo-occidentale libanese ad aver pagato con la vita. Le reazioni, nella capitale: “Non è accettabile. Che crimine avevano commesso gli innocenti che camminavano per la strada? E’ una vergogna, indipendentemente da chi ci sia dietro”. “Tutto ora dipende da come reagirà la classe politica, ma spero che l’episodio non interferisca con le elezioni, che avremo un nuovo Presidente che rimetta in sesto il Paese”.

L’attentato che ieri a riportato il caos nel centro di Beirut ha ucciso quattro persone, oltre ad Antoine Ghanem, del partito falangista di Amin Gemayel. Ghanem era rientrato in Libano due giorni fa da Abu Dhabi, dove era fuggito dopo l’omicidio, in giugno, di un altro deputato antisiriano.