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"Il Bronx ha paura del nostro Parlamento". La bufera-Grillo s'abbatte sulle politica italiana

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"Il Bronx ha paura del nostro Parlamento". La bufera-Grillo s'abbatte sulle politica italiana

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Moralemente inaccettabile, anarco-individualista, segno del rigurgito dell’antipolitica. Gli epiteti che Beppe Grillo si è guadagnato nelle ultime settimane si sprecano, le critiche che ha destato sono lunghe chilometri. Dissacrante, tagliente, arrabbiato con tutte le parti politiche e soprattutto con quasi tutti i politici, con “la casta” dei politici italiani, il comico genovese ha scatenato il putiferio. In particolare dopo il successo del suo Vaffanculo-Day.

“Chi sono… Qui je suis. Je suis Beppe Grillo. Grillo nasce come una specie di comico, fantasista. E non so che cosa sono diventato, non riesco a capirlo. Ho cominciato con il cabaret, due persone, 5 persone, 50. Un po’ come il blog con la rete. Un commento, due commenti, 3.000 commenti”.

Dopo la sparizione dal piccolo schermo, nel 1986, Grillo si trasforma in un personaggio semi clandestino.

“Io ho fatto una cosa, c‘è stato un abbinamento, è successo un miracolo, l’abbinamento della mia persona abbastanza apprezzata, ma con una, se mi permettete, una dote. In 30 anni di lavoro mi sono conquistato un po’ di reputazione e la reputazione oggi nell’informazione è tutto e specialmente in rete. Oggi in rete se tu fai un articolo in internet e racconti delle balle, dopo 24 ore ti arrivano 2.000 commenti e ti dicono che sei un cialtrone, uno scemo, un stupid, tu comprends? Allora non puoi mentire e questa è la democrazia. E’ chiaro che se tu parli attraverso la tv, attraverso i giornali, non hai contraddittorio. Qui ce l’hai, allora hai la reputazione. Tutti, tutti hanno tentato, politici, giornalisti, di avere dei blog in Italia, ma li hanno chiusi quasi tutti… Mastella (Clemente, ministro di Grazia e Giustizia, ndr) ha aperto un forum in cui parla sempre di me nel blog… E’ come se, non so, in Inghilterra, Gordon Brown aprisse un blog per parlare con Mister Bean… E i leader politici? Prodi, che è il nostro valium, quello che parla così che fa con le manine… ha cercato di aprire un blog. Lo ha chiuso dopo 15 giorni. Lo psiconano, che è Berlusconi, trufolo, lo chiamiamo un po’ trufolo, è uno spot vivente, non c‘è, non esiste, è un ologramma, un venditore di bava”.

Negli ultimi quattro anni Grillo si è dedicato a coltivare il suo blog. Informazione alternativa, taglio ambientalista, iniziative ispirate alla democrazia partecipativa, critica alla degenerazione della partitocrazia. Il sito ha oltre 200.000 visite al giorno. All’appello del Vaffanculo-Day, che ha avuto il suo centro vitale nella Bologna del Premier Romano Prodi, hanno risposto migliaia di persone.

“Questo V-Day che abbiamo fatto l’8 settembre. Una petizione popolare, con una ufficialità, con una perfezione costituzionale! Un milione e mezzo di giovani senza rompere niente. Senza violenza, senza una bandiera. La rete ti da anche modo di fare manifestazioni non violente, standotene a casa tua. Noi ne abbiamo organizzata una sul mio sito. Se voi andate a vedere su beppegrillo.it, c‘è una piccola marcia di avater. Che marciano. Sono piccoli pupazzetti, sembra un gioco. Sembra un giochino, ma se clicchi con la freccetta su un avaterino, sono 235.000. Clicchi, esce il nome e congnome di una persona, con una sua frase”.

La protesta non è contro la politica, ma contro i politici. Il v-day sembrava un’iniziativa impensabile, destinata a rimanere nella blogsfera. Ma i partititi non hanno più potuto ignorare l’iniziativa, vista l’impatto che ha avuto. La campagna pilota di Grillo è quella intitolata “Puliamo il parlamento”.

“Abbiamo 24 condannati in via definitiva in Parlamento. Dei fuorilegge che fanno le leggi! Uno su 10 in Parlamento ha un problema con la giustizia in corso, o primo grado, o secondo grado o ha patteggiato o ha reati prescritti. Uno su 10 in Parlamento è un pregiudicato. Nel Bronx, abbiamo fatto una percentuale, nel Bronx dei delinquenti ce n‘è uno su 15. Il Bronx ha paura del nostro Parlamento. Allora abbiamo fatto questa legge. Via i pregiudicati, via. Mi sembra ovvio e naturale. Via quelli che hanno più di due mandati. Due mandati sono 10 anni…Avrai tempo in 10 anni di fare un po’ di politica, 10. Non sono mica sei mesi, 10. E poi il voto diretto del proprio candidato. La tua preferenza la dai a uno che te lo porti fino in Parlamento”.

Ma Grillo è di destra o di sinistra? “Destra o sinistra? Non c‘è più questo ragionamento, io ti spacco la faccia! No, scherzo. Non c‘è più. Non c‘è più nè destra nè sinistra”.

Nel bene e nel male il v-day è stato uno scossone per la classe politica. Grillo è stato definito demagogo, populista, costituzionalmente ignorante. Le critiche nei suoi confronti ruotano attorno all’idea che intenda distruggere i partiti politici. In effetti Grillo non attacca la politica, ma i politici. E assieme ai politici ci sono gli imprenditori. Ha partecipato all’assemblea generale degli azionisti Telecom, in veste di piccolo azionista. Il messaggio inviato ai vertici dell’azienda era inequivocabile.

“I veri proprietari di queste grandi società tipo Telecom sono i piccoli azionisti. Noi avevamo il Tronchetto dell’Infelicità, questo Tronchetto che si spacciava da grande imprenditore e poi era un fasullo come si è dimostrato con le stock option. Ma negli Usa gli danno 20 anni di galera a uno così. Qui ha preso 240 milioni di euro e sta andando di bolina con la sua barca a vela. Lasciando nella merda due società: la Telelcom e la Pirelli. Io sono andato lì per rappresentare. Ho fatto una share action. Potete farla anche in Francia. La share action. Ho chiesto ai piccoli azionisti di darmi la rappresentanza delle loro azioni in modo da andare a parlare in nome e per conto loro. Dato che io parlo e loro no”.

Nemo profeta in patria, Grillo viene citato nel 2005 dal Time Magazine fra i 37 eroi dell’anno. Primo comico invitato al Parlamento europeo. E’ lì che ha annunciato il suo V-Day. L’altra battaglia, parallela, è quella contro l’inaffidabilità dei media italiani. Grillo, bontà sua, cita un esempio positivo.

“Bellissimo, straordinario. Ho fatto un post su EuroNews, lo vai a vedere che è l’unico telegiornale che si può vedere. Il silenzio è meraviglioso, quando non senti le voci. Guarda una partita di calcio quando sono in sciopero i giornalisti. E’ una meraviglia, metti due microfoni, senti i colpi del pallone, i commenti del massaggiatore, dell’allentanore. Non servono più i giornalisti. Siete finiti!”.