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Attentato a Beirut, almeno sette morti e una ventina di feriti


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Attentato a Beirut, almeno sette morti e una ventina di feriti

Almeno sette morti e una ventina di feriti a Beirut, in un nuovo attentato che scuote il Libano a pochi giorni da un delicato passaggio istituzionale: la scelta del prossimo presidente della repubblica. Un’autobomba è esplosa nel quartiere Sin el Fil: un’affollata area commerciale e residenziale, abitata in prevalenza da cristiani. Anche questa volta, i terrorsiti hanno assassinato un deputato antisiriano.

Antoine Ghanem, 64 anni, era membro della Falange cristiana, lo stesso partito di Pierre Gemayel, il ministro dell’industria ucciso a novembre dell’anno scorso. Ghanem è l’ottavo politico antisiriano a cadere vittima di un attentato dal febbraio 2005, quando venne assassinato l’ex primo ministro Rafiq Hariri. Nello scorso mese di giugno era tocccato al parlamentare Walid Eido.

L’attenato coglie il Libano in un momento di estrema tensione politica. Martedì prossimo il parlamento terrà la prima riunione destinata a trovare un successore dell’attuale presidente filosiriano Emile Lahoud, il cui mandato scade a novembre. Un accordo tra la maggioranza del premier Fouad Siniora, sostenuto dagli Stati Uniti, e l’opposizione, sostenuta da Siria e Iran, è giudicato difficile dalla maggior parte degli analisti. Lo spettro rimane quello della guerra civile, un dramma che il Libano ha già vissuto tra il ’75 e il ’90.

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