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Iraq: revocata la licenza alla Blackwater

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Iraq: revocata la licenza alla Blackwater

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I mercenari della Blackwater si vedono revocare la licenza di operare in Iraq dopo la sparatoria di domenica a Baghdad in cui sono rimasti uccisi 11 civili. Il governo iracheno ha deciso di rivedere lo status di tutte le compagnie private di sicurezza che operano nel paese e che sono altamente impopolari. Spesso vengono accusate di assumere comportamenti minacciosi e irrispettosi nei confronti della popolazione civile e non è la prima volta che si verificano incidenti come quello dell’altro ieri: “Faccio una domanda – dice un abitante di Baghdad – Se una cosa del genere fosse successa in America o in Gran Bretagna, il presidente americano o i cittadini americani l’avrebbero accettata?”

La Blackwater ha contratti con il governo americano per l’equivalente di quasi 576 milioni di euro e dell’equivalente di circa 79 milioni di euro con il Dipartimento di stato. Da qui la reazione del suo portavoce Sean Mac Cormack: “Credo sia importante per tutti quelli che sono coinvolti, che l’inchiesta abbia luogo, stabilisca i fatti e poi potremo giungere a conclusioni. Ma i nostri concittadini possono essere certi che facciamo tutto il possibile per proteggere le vite innocenti”.

In Iraq operano decine di compagnie come la Blackwater spesso gestite da ex militari dell’esercito degli Stati Uniti. Ci sarebbero almeno 129 mila mercenari, impiegati in corpi privati di sicurezza, che possono lavorare direttamente anche per l’esercito. I mercenari con la licenza di partecipare ai combattimenti sarebbero almeno 4600.