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Londra sotto accusa: la nuova emergenza bovina è uno strascico dell'epidemia che si credeva debellata

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Londra sotto accusa: la nuova emergenza bovina è uno strascico dell'epidemia che si credeva debellata

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Le autorità britanniche sono state costrette a difendersi dopo la scoperta, ieri, che il ceppo della malattia bovina che ha provocato allarme in questi giorni è esattamente lo stesso di quello individuato ad agosto. In pratica mentre il governo dichiarava debellata l’epidemia dalla zona di Guilford, l’afta epizootica si trasmetteva inosservata a un allevamento a pochi chilometri di distanza, nei pressi di Egham.

La dirigente del servizio veterinario nazionale Debby Reyndols spiega: “Ci deve essere stato qualche tipo di contatto con un animale che aveva un’afta epizootica incubata che non abbiamo trovato durante le verifiche condotte nelle scorse settimane, a partire dall’inizio di agosto”.

Considerando cessato il pericolo, sabato scorso Londra aveva revocato le restrizioni sul movimento del bestiame. Il presidente del sindacato nazionale degli agricoltori Peter Kendall ricorda che la decisione è stata presa dai servizi veterinari della Gran Bretagna e dell’Unione Europea, entrambi concordi nel dire che il rischio era basso. “E anche la categoria degli allevatori era d’accordo”.

La Gran Bretagna si trova ora a pagare l’assunzione di questo rischio con un nuovo embargo sull’esportazione di prodotti bovini. E costringendo i proprietari degli allevamenti vicini al nuovo focolaio ad abbattere le loro mandrie, anche se sane.