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La città fiamminga di Hal propone di abolire il bilinguismo nelle insegne

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La città fiamminga di Hal propone di abolire il bilinguismo nelle insegne

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Quando la tensione fra fiamminghi e francofoni in Belgio tocca l’apice, dopo tre mesi senza un governo, la città fiamminga di Hal propone di vietare le indicazioni stradali bilingue. Multe fino a 250 euro per chi – privati, imprese, società pubbliche – utilizzasse anche il francese, oltre all’olandese.

Nella cittadina di 35.000 abitanti, i giudizi sono contrastanti: “Mi pare giusto” dice una signora. “I valloni non sono obbligati a scrivere i cartelli in fiammingo. Non mi sembra un estremismo, mi sembra giusto”. “Credo sia una idiozia” è l’opinione di una giovane. “Soprattutto per i turisti: sono loro per primi che devono poter leggere i segnali”.

Il vicesindaco spiega le ragioni della proposta che sarà discussa dal consiglio comunale in serata: “Il problema nel nostro Paese è che le leggi in materia linguistica sono buone, ma non vengono applicate. Le comunicazioni ufficiali vanno fatte unicamente nella lingua della regione, nel nostro caso in olandese”.

La questione linguistica nella periferia di Bruxelles, dove si trova Hal, è la perfetta esemplificazione della crisi dei rapporti fra la comunità francofona e quella fiamminga. Ieri l’estrema destra del Vlaams Belang ha sfruttato la delicatezza del momento per tentare un affondo al Parlamento regionale proponendo un referendum per l’indipendenza delle Fiandre.

Ma la proposta ha avuto l’appoggio – su 127 deputati – dei soli 32 esponenti della formazione guidata da Filip Dewinter e nota per le sue posizioni xenofobe.