ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

L'intervento di Petraeus non convince i democratici

Lettura in corso:

L'intervento di Petraeus non convince i democratici

Dimensioni di testo Aa Aa

Il giorno dopo il rapporto del generale David Petraeus sulla situazione in Iraq i detrattori della politica dell’amministrazione Bush non sono meno critici.

L’idea che gli obiettivi militari della nuova strategia – inaugurata in gennaio con l’invio di un nuovo contingente – siano stati in gran parte raggiunti non ha convinto i senatori democratici. E la possibilità di ridurre le truppe a 130.000 unità per l’estate 2008 è considerata poco più di un palliativo.

Senza appello il giudizio di Tom Lantos, senatore democratico, Presidente della Commissione Affari Esteri: “La miope politica che l’amministrazione ha adottato in Iraq ha portato a un fiasco”. Le raccomandazioni di Petreaus sono in ogni caso frutto di una valutazione considerata indipendente: “Credo che i problemi in Iraq richiederanno uno sforzo a lungo termine” ha detto. “Non ci sono risposte facili o soluzioni rapide. Siamo convinti che, se anche ci vorrà tempo, i risultati arriveranno. La nostra valutazione insiste sul fatto che un ritiro prematuro delle nostre truppe avrebbe coseguenze devastanti”.

Negli Stati Uniti i timori delle famiglie dei soldati statunitensi restano gli stessi. Dalla base militare di Fort Hood, in Texas, sono 600 i giovani mai tornati indietro dall’Iraq: “Non voglio tornare in Iraq… Ho una famiglia, due bambini, una moglie… gli ho già scombinato la vita a sufficienza” dice Felix Conno, della fanteria.

La guerra in Iraq cominciata in marzo 2003 ha già lasciato sul campo 3.700 militari statunitensi. Estremamente difficili le stime sui civili uccisi, comunque nell’ordine delle centinaia di migliaia.