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Dopo il lancio di un razzo palestinese contro una base militare, Israele pensa a ritorsioni

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Dopo il lancio di un razzo palestinese contro una base militare, Israele pensa a ritorsioni

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Sono una settantina i militari israeliani feriti questa mattina prima dell’alba da un razzo palestinese sparato dalla striscia di Gaza. Una delle giovani reclute è in condizioni critiche, altri due sono gravemente feriti. Si tratta del bilancio più pesante da quando sono cominciati i lanci di razzi, 7 anni fa.

L’azione è stata rivendicata da due gruppi: le Brigate Al -Qods, braccio armato della Jihad islamica e i Comitati di resistenza popolare.

Il razzo si è abbattuto su una tenda nella base di Zikim, che serve da centro di addestramento reclute, a sud della città di Ashkelon. Per ora il contrattacco ha preso la forma di lanci di obici verso il villaggio palestinese di Beit Hanoun, dove sono rimasrti feriti quattro civili. Ma il governo israeliano si interroga sull’opportunità di una risposta che potrebbe essere militare oppure una sorta di punizione collettiva contro Gaza, come il taglio dell’erogazione dell’elettricità o dell’acqua, o dell’approvvigionamento in carburante.

Il partito di opposizione Likud esige l’invasione di Gaza, che è nelle mani di Hamas, mentre gli ultraortodossi dello Shass, che fanno parte della coalizione di governo, chiedono un rinvio della conferenza che gli americani vogliono organizzare per l’autunno.