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11 settembre: nel 6° anniversario alla ribalta le vittime della ricostruzione

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11 settembre: nel 6° anniversario alla ribalta le vittime della ricostruzione

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Sei anni dopo, gli attentati dell’11 settembre continuano ad uccidere. L’ultimo decesso, quello di una donna, ammalatasi in seguito all’esposizione alle polveri tossiche sprigionatesi dalle macerie delle torri gemelle. Il suo nome è stato appena aggiunto alla lista delle 2750 vittime che viene letta nel corso della cerimonia.

A dominare le celebrazione, oggi, è proprio la sorte delle persone che si prodigarono sul luogo del disastro e che ora sono malate. Carolyn Maloney, esponente democratica di New York: “L’11 settembre 3 mila persone persero la vita, molte migliaia in più hanno perso la salute. Abbiamo previsto indennizzi per le vittime, ma nulla per chi accorse per salvarle e ora è morto o malato per questo”.

Uno di loro è John Walcott, ex poliziotto del dipartimento di polizia di New York che è stato colpito da leucemia: “E’ frustrante venirlo a sapere solo adesso. Tu hai solo cercato di dare una mano e ora scopri che loro erano al corrente del fatto che l’aria era irrespirabile, ma ti hanno mandato laggiù lo stesso”.

Secondo l’ex poliziotto, passata l’urgenza, le autorità avrebbero dovuto prevedere precauzioni prima di inviare il personale. L’avvocato David Worby segue la causa contro l’amministrazione cittadina intentata da 10 mila vittime della ricostruzione: “Anche se non ci fosse stata negligenza, come non indennizzare i pompieri, i poliziotti, i muratori che aiutarono l’America e che sono malati o stanno morendo oggi… visto poi che già esiste un fondo destinato alle vittime. Tutto ciò è molto triste”.

Molti fanno il paragone con il concomitante attentato al Pentagono. Nessuno degli operai si è ammalato perché tutti avevano a disposizione maschere e tute speciali. A New York, invece, i soccorritori hanno lavorato a mani nude.